lunedì 30 settembre 2013
Racconti sesquipedali
Questo post partecipa all’iniziativa Una parola al mese. La parola di settembre 2013 è sesquipedale (al link maggiori informazioni).
Terribilmente in ritardo, ci provo... A differenza del titolo, che dovrebbe farvi aspettare racconti lunghi lunghi lunghi... Provo a scrivere qualche raccontino in 200 caratteri per questa simpatica e lunga (come il suo significato) parola!
Dato il poco tempo, mi limito solo a tre.
Nomi
"Oh, come ti amo, Richard!".
"Cara...mi chiamo Robert".
Quel nome sbagliato fu proprio un errore sesquipedale.
Cene in famiglia
Sapevo che non avrei dovuto andare a cena dal nonno. Una cena sesquipedale mi aspettava, sia per l'attesa tra le varie portate, sia per il suo solito raccontare le vicende dell'anno in cui nacqui io.
Giudizi
Ero troppo sintetico. Frasi lapidarie. Concetti netti. Mi dissero d'imitare Cicerone. Il giorno dopo m'accusarono d'essere sempre troppo sesquipedale.
giovedì 26 settembre 2013
Il velo
E' il velo il mistero,
la scostante verità,
il sinuoso tessuto
che danza nel vento,
che copre e mai svela
che lascia intuir alla mente
ma risposta non dà.
E' il velo la magia,
ciò che richiama,
la forma prima della
pura curiosità,
del desiderio di conoscer
senza poi mai sapere
che cela tutte le cose
e che gli animi avvolge.
domenica 15 settembre 2013
L'e-pub di Un Poe de copioni
*immagine presa dal blog di Gelo
Gente tutta, oggi un post veloce e sintetico per reclamizzarvi un simpatico e-pub (a cui ho partecipato anch'io) con racconti plagiati presi dal grande Edgar Allan Poe!
L'idea è partita da un divertente concorso sul blog di Gelo e poi si è formato questo e-pubbino di 9 racconti partecipanti + 2 fuoriconcorso. :)
E' gratuito, ma NON DIRETTAMENTE SCARICABILE: per leggere questi racconti (che vi assicuro sono tutti molto belli!) dovrete andare sul blog di Gelo (magari a questa pagina, dove troverete anche spiegazioni migliori) e mandare una mail al papà del blog, per richiederglielo. Oppure a me, che ce l'ho. :)
Fatelo, che io trovo meriti! E poi, si legge in breve. :)
Gente tutta, oggi un post veloce e sintetico per reclamizzarvi un simpatico e-pub (a cui ho partecipato anch'io) con racconti plagiati presi dal grande Edgar Allan Poe!
L'idea è partita da un divertente concorso sul blog di Gelo e poi si è formato questo e-pubbino di 9 racconti partecipanti + 2 fuoriconcorso. :)
E' gratuito, ma NON DIRETTAMENTE SCARICABILE: per leggere questi racconti (che vi assicuro sono tutti molto belli!) dovrete andare sul blog di Gelo (magari a questa pagina, dove troverete anche spiegazioni migliori) e mandare una mail al papà del blog, per richiederglielo. Oppure a me, che ce l'ho. :)
Fatelo, che io trovo meriti! E poi, si legge in breve. :)
mercoledì 4 settembre 2013
Nessun punto fermo
Anche questo mese comincia con un esperimento: racchiudere un racconto in un'unica "frase" (con un unico punto fermo)! Sarà una cosa un po' contorta, temo... pareri ben accetti. E se volete provare nei commenti, ben venga. :)
Ero sempre apatico, demotivato e letargico, non provavo gioia e non avevo passioni, eppure nessuno sembrava accorgersene, tutti assenti: così andai dallo psicologo perché volevo far qualcosa, volevo reagire, ed egli, senza alcuna emozione, mi disse "viste le vostre intenzioni non posso che dichiarare che siete malato, si chiama voglia di vivere".
Ero sempre apatico, demotivato e letargico, non provavo gioia e non avevo passioni, eppure nessuno sembrava accorgersene, tutti assenti: così andai dallo psicologo perché volevo far qualcosa, volevo reagire, ed egli, senza alcuna emozione, mi disse "viste le vostre intenzioni non posso che dichiarare che siete malato, si chiama voglia di vivere".
sabato 31 agosto 2013
Antica lettera
Questo post partecipa all’iniziativa Una parola al mese. La parola di agosto 2013 è imperocché (al link maggiori informazioni).
La parola di questo mese è talmente ostica, che mi costringe a fare un pesante esperimento! Questa volta non è un sostantivo o un verbo, bensì una congiunzione. E siccome stonerebbe, a parer mio, nel comune linguaggio... Provo a salvarla con uno scritto inventato un po' particolare. Una lettera, forse antica... liberamente ispirata da qualcuno di molto famoso. :D Sperando di non rendere il tutto soltanto ridicolo.
Vecchio mio,
i tempi sono ancor tenebrosi. Attendiamo forse la disfatta, ma non è tremore che alberga nel mio cuore. C'è ancora speranza, vecchio mio, grazie a tuo nipote. Ti chiedo venia, se non entro nei dettagli: ma troppe novelle sarebbero dannose, sia per il tuo anziano animo sia se l'Oscuro Signore scoprisse queste mie parole.
Non crucciarti: se anche il peggio dovesse avvenire, ho certezza che ancor la nostra terra sarà salvata. Egli ci osserva, ma ancora cose sfuggono a lui. Questa battaglia sarà la più grande, forse l'ultima. Mi auguro darà il giusto tempo per resistere fino alla nostra finale vittoria. Imperocché altro non mi è concesso aggiungere e non ti voglio illudere, vecchio mio, concediti di poter stare sereno dagli elfi. Se fosse necessario, seguili. Non saprei se altri luoghi ancor siano sani, forse neppur l'amata Contea.
Auspicando di non averti turbato, spero invece d'aver potuto rispondere con la maggior esaustività concessami dagli eventi. Se il destino vorrà, e queste bianche torri resisteranno al crollo, ci rincontreremo presto e ancor fumeremo della buona erbapipa.
Gandalf
venerdì 30 agosto 2013
La volpe e l'uva - "Non ci si può fidare di nessuno"
Frase spesso legata a quella precedentemente vista, sei come tutti gli altri, è quella di cui vi voglio parlare oggi: non ci si può fidare di nessuno.
Questa volta, però, la riflessione è molto più semplice, essendoci un'unica parola chiave: fiducia.*
*Sono ovviamente pareri personali. Non ho intenzione di offendere nessuno. Se non siete d'accordo, mi farà piacere il vostro punto di vista nei commenti. Pace e bene a tutti!
FIDUCIA
Sulla fiducia si potrebbe parlare per ore e giorni. Suppongo sia una delle cose più difficili da guadagnare e dare, ma ancora di più da mantenere sia per chi la riceve, sia per chi la dà!
Pensateci: se io arrivo a meritare fiducia, poi devo riuscire a non perderla... Ma se io decido di dare fiducia ad una persona, potrei cominciare a fidarmi meno senza che l'altro, poverino, ne sia il vero responsabile. Se non vi fosse mai capitato, vi faccio un esempio diffuso: il/la vostro lui/lei è una persona fedele, siete assieme da tanto e vi ama, lo sapete... però è una persona espansiva e più volte avete visto qualcuno provarci con lui/lei. Non ditemi che la vostra fiducia non ha vacillato nemmeno una volta! [Se non ha vacillato, vi faccio i miei complimenti di cuore]
Insomma, parlare di fiducia è come parlare di tutto e niente, come se non ci fosse... Ma invece c'è ed è così semplice sapere quando la proviamo, quando no, quando gli altri la provano per noi, eccetera, che ne soffriamo eccome. Proprio per questo finiamo con il diventare ancora più diffidenti: il dolore è la prima cosa da cui tentiamo di scappare, togliendo la fiducia anche a chi mai ci ha tradito.
Ed è proprio qui che, per difendersi, le persona solitamente vanno per il detto "chi fa da sé, fa per tre" (che ci terrei a specificare che non è un detto antifiducia! Semplicemente, se uno vuole una cosa, se la deve fare e non aspettarsela dagli altri. Ma per ragioni per diverse dalla fiducia, per l'appunto) e arrivano alla conclusione sopracitata "non ci si può fidare di nessuno".
Forse l'unica domanda a cui bisognerebbe rispondere è "cosa s'intende per fiducia?". Ma non esiste una risposta univoca. Talvolta, neppure con la propria risposta ideale innanzi agli occhi ci si riesce a fidarsi. Però bisogna, innanzi tutto, ricordare una cosa che già dissi nell'altro post: nessuno è perfetto, tutti prima o poi sbagliano e sono proprio le persone più vicine a noi che, senza volerlo, ci feriscono di più, fossero pure piccolezze!
Come si può vedere, questo è un cane che si morde la coda, sto soltando sollevando questioni senza offrire soluzioni. Ma il vero punto della faccia è un altro: se nessuno merita fiducia, allora escludiamo noi stessi dall'essere degni di fiducia. Ci avevate mai fatto caso?
E' facile dire che sono gli altri di cui non ci si può fidare, dal nostro punto di vista. Ma appena un passo più in là, gli altri siamo noi. Sinceramente, forse è una delle poche cose dove pecco grandemente d'orgoglio, ma io sostengo di essere una persona assai degna di fiducia. E sono poche le persone che sostengono di non essere a loro volta degne (la cosa bizzarra è che buona parte di queste persone sono solo con un'autostima molto bassa e una vena vittimistica, quindi in verità la fiducia se la sanno guadagnare e mantenere).
Sicché, mi sembra un atteggiamento un po' ipocrita... Involontario, ovviamente. Ma molto soggettivo ed irrealistico.
CONCLUSIONI
Se la riflessione non fosse chiara, la ripeto: nel momento in cui sosteniamo che nessuno merita fiducia, escludiamo pure noi stessi. Eppure, buona parte di noi se ne ritiene invece meritevole: quindi perché diffidare degli altri quando non vorremmo che loro lo facessero di noi? E vi scongiuro, non rispondetemi con "perché io sono diverso dagli altri", altrimenti vi siete persi la puntata precedente. :D
Ribadisco che la fiducia è abbastanza relativa da persona a persona, dipendente anche dal carattere. Ma con uno piccolo sforzo, si può sempre provare a darne un po': esistono gradi e gradi di fiducia, mica bisogna arrivare subito alla fiducia cieca! E parlo di poche persone, mica di tutte (è innegabile che alcune di esse non la meritino assolutamente).
Anche perché... se non ci si fida mai, per niente, di nessuno, è impossibile vivere bene, sia con sé sia con gli altri. Perché, per quanto a certi piaccia negarlo, in alcuni momenti non possiamo fare a meno degli altri: ci è indispensabile almeno una persona di fiducia.
Facciamo meno le volpi, che vanno in giro a dire agli altri "fidatevi di me, quell'uva era ancora acerba", e invece proviamo a pensare a un nuovo modo per dare fiducia alle persone a noi più vicine... Vedrete che al grappolo ci arriveremo in breve.
HELP!
Le abilità di Blogger mi sorprendono.
Un post erroneamente pubblicato precoce e ora finalmente concluso e pubblicato sul serio è comparso alla data della prima erronea pubblicazione (31 luglio) anziché oggi. Qualcuno sa dirmi come fare per rimediare?
Intanto vi lascio il link qui: http://maria-todesco-marytod.blogspot.it/2013/07/la-volpe-e-luva-non-ci-si-puo-fidare-di.html
Maria
Un post erroneamente pubblicato precoce e ora finalmente concluso e pubblicato sul serio è comparso alla data della prima erronea pubblicazione (31 luglio) anziché oggi. Qualcuno sa dirmi come fare per rimediare?
Intanto vi lascio il link qui: http://maria-todesco-marytod.blogspot.it/2013/07/la-volpe-e-luva-non-ci-si-puo-fidare-di.html
Maria
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