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mercoledì 21 ottobre 2015
Prosopopea: figura retorica
Questo post partecipa all’iniziativa Una parola al mese. La parola di ottobre 2015 è prosopopea (al link maggiori informazioni).
martedì 29 settembre 2015
La facondia di Napoleone
Con questo post adempio a ben tre cose: un po' di pubblicità a una raccolta di aforismi, partecipare a "una parola al mese" e... lasciare esprimere per una volta la mia anima femminista (cosa assai rara).
Questo post partecipa all’iniziativa
Una parola al mese. La parola di settembre
2015 è facondia (al link maggiori
informazioni).
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martedì 28 aprile 2015
Una serie di Tradimenti
Questo post partecipa all’iniziativa Una parola al mese. La parola di aprile 2015 è fedifrago (al link maggiori informazioni).
Questa volta ho pensato di scrivere un racconto, sfruttando fedifrago nel suo essere aggettivo, ma anche sostantivo, sia maschile che femminile e pure singolare e plurale. :)
Quindi cercate di non farvi venire un attacco isterico per le ripetizioni, ma saranno volute e cercherò di dare un certo distacco tra un termine e l'altro!
Buona lettura.
martedì 31 marzo 2015
Un sogno eteroclito
Questo post partecipa all’iniziativa Una parola al mese. La parola di marzo 2015 è eteroclito (al link maggiori informazioni).
Ho avuto un'idea, ma poi mi è sembrata stupida e l'ho rimossa. Ne ho avuto una seconda che ho trovato geniale, ma ero in treno e dopo una giornata pesante me la sono dimenticata. La terza soluzione ricadeva sul grammaticale, ma dopo tre giorni di ricerca inconcludente l'ho scartata. Quindi mi ritrovo qui, oggi, a parlarvi di me, anziché offrirvi un post di una qualche utilità. E a chiedervi un enorme aiuto...
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giovedì 26 febbraio 2015
Scrivere una giaculatoria
Questo post partecipa all’iniziativa Una parola al mese. La parola di febbraio 2015 è giaculatoria (al link maggiori informazioni).
Uniamo l'utile al dilettevole in questo piccolo post a tema!
sabato 31 gennaio 2015
Ispirararsi
Volevo condividere con voi questa riflessione, nel tentativo di essere da spunto e aiuto per chi volesse scrivere (ma, con le giuste modifiche di contesto, anche disegnare e suonare e più o meno tutte le arti).
Spesso mi sono sentita dire "al mondo hanno già inventato tutto". Ma sono fortemente in disaccordo. Qui di seguito, quindi, vorrei provare a consigliarvi qualche modo con cui ciascuno di noi può trovare quel qualcosa di nuovo che nessun'altro ha pensato prima. O almeno un'ispirazione!
Questo post partecipa all’iniziativa
Una parola al mese. La parola di gennaio
2015 è imperituro (al link maggiori
informazioni).
giovedì 1 gennaio 2015
Inizia il 2015...
A tutti voi, BUON ANNO!
E augurandomi che vi sia piaciuto il precedente racconto, inizio il 2015 allo stesso modo. Tutte le parole del mese che ci hanno accompagnato nel 2014, che troverete sul blog di Romina Tamerici, e un proseguo (conclusivo) per la storia di ieri... o dell'anno scorso. ;)
E augurandomi che vi sia piaciuto il precedente racconto, inizio il 2015 allo stesso modo. Tutte le parole del mese che ci hanno accompagnato nel 2014, che troverete sul blog di Romina Tamerici, e un proseguo (conclusivo) per la storia di ieri... o dell'anno scorso. ;)
In verità procrastinai prima di uscire nuovamente nella notte. Dovevo ammettere che l'idea dell'unicorno aveva iniziato a procurarmi un certo timore. Non mi ero assolutamente lasciata affabulare dalle parole dei miei chiusi compagni, ma il taglio inflittomi del corno era diventato una grigia cicatrice. Cosa insolita per me e che mi aveva fatto ribattezzare come la Strega Bigia. In verità quel nome non mi dispiaceva, secondo me ben si poneva per una novella che avrebbe potuto passare alla storia.
Fu con quell'incoraggiante pensiero che m'incamminai pedissequa lungo il sentiero che ricordavo di aver già percorso, fino a giungere nel punto esatto dove l'incontro era avvenuto. Volevo invocare la creatura, ma la favella mi venne meno. Respirai a fondo e trasecolai quando scorsi un lontano e improvviso baluginare. Subito mi venne da pensare che fosse il mio compagno della scuola di magia, ma ben presto mi resi conto che così non era.
La situazione si rivelava aleatoria, con quel lucino azzurrognolo evanescente e vacuo che danzava a mezz'aria. Lo presi però per un segnale e mi incamminai, inoltrandomi tra i cespugli. Ero oramai alla distanza di un braccio da esso, pronta ad allungare una mano per sfiorarlo, quando il terreno cedette sotto i miei piedi e sprofondai fino alle ginocchia.
Il mio grido fu stentoreo mentre realizzavo di essermi impaludata nelle sabbie mobili. Quella che avevo pensato una guida non era altro che un malaugurante fuoco fatuo. Ma al mio urlo rispose proprio il pletorico e maestoso unicorno che andavo cercando, nitrendo e arrivando al galoppo. La creatura si arrestò sul bordo e mi osservò. Una scintilla nel suo sguardo dichiarò che mi aveva riconosciuto.
Abbassò il capo e le zampe anteriori, quasi in un inchino, porgendomi l'arzigogolato corno che fino a quel momento temevo. Eppure, in pochi istanti, la sua presenza mi rassenerò
e allungai fiduciosa e lieta la mano, aggrappandomi a lui. L'animale, con un delicato ma deciso movimento, riuscì a liberarmi da quella prigionia.
Mi aggrappai a lui, con forza, respirando a fondo. Forse sarei riuscita a uscirne con la magia, ma era innegabile che l'unicorso mi avesse salvata. Di sua iniziativa.
Rimasi lì, stretta a lui, con un sorriso. E mentre gli accarezzavo il collo e la criniera, entrando in sintonia con il suo battito e il suo respiro, seppi che finalmente stavo rendendo felice il mio cuore seguendo con semplicità ciò che sentivo.
Abbassò il capo e le zampe anteriori, quasi in un inchino, porgendomi l'arzigogolato corno che fino a quel momento temevo. Eppure, in pochi istanti, la sua presenza mi rassenerò
e allungai fiduciosa e lieta la mano, aggrappandomi a lui. L'animale, con un delicato ma deciso movimento, riuscì a liberarmi da quella prigionia.
Mi aggrappai a lui, con forza, respirando a fondo. Forse sarei riuscita a uscirne con la magia, ma era innegabile che l'unicorso mi avesse salvata. Di sua iniziativa.
Rimasi lì, stretta a lui, con un sorriso. E mentre gli accarezzavo il collo e la criniera, entrando in sintonia con il suo battito e il suo respiro, seppi che finalmente stavo rendendo felice il mio cuore seguendo con semplicità ciò che sentivo.
mercoledì 31 dicembre 2014
Saluti al 2014
Per terminare questo 2014 in compagnia ho deciso di scrivere un racconto che richiami le parole del mese che sono emerse nel blog di Romina Tamerici l'anno scorso (2013). Avrei voluto utilizzarle prima, ma oramai sapete come sono... E poi così mi sembra più carino.
Buona lettura!
Buona fine dell'anno.
E ci rivediamo nel 2015. ;)
Buona lettura!
Buona fine dell'anno.
E ci rivediamo nel 2015. ;)
Sentivo l'emozione e l'ammaliamento che mi provocava. Al tatto era così serico, come mai pelliccia prima d'ora, e il suo verso mi seduceva e vellicava la mente.
Forse era quella, quindi, la magia degli unicorni. Il superno animale, che in precedenza dimostrava una certa albagia, chinò il muso verso di me e io potei abbracciarlo. Il suo corno algido mi sfiorò la pelle scoperta delle spalle, ma non provai freddo.
All'improvviso un barbaglio nella soffusa notte e poi un fascio di luce accecante colpì in viso sia me sia lui. Fu l'inizio del parapiglia, imperocché l'unicorno s'impennò nitrendo e il suo corno infigardo, che prima mi sfiorava delicatamente, riuscì a procurarmi un taglio alla base del collo.
Io caddi a terra con un urlo, la creatura fuggì e lo stregone che era venuto a cercarmi spense la sua magia e subito mi soccorse. Dovetti fare una prova di forza per evitare d'iniziare un alterco, mentre lui mi snocciolava un sesquipedale panegirico sul fatto che le streghe non possono entrare in contatto con le anime della luce.
Quanta saccenza e arroganza, solo per non scusarsi dell'errore. Qualsiasi animale avrebbe reagito così. E solo per non voler ammettere che non è quello che siamo, ma come ci comportiamo, a creare il nostro destino.
Però non importa. Tornerò a cercare l'unicorno, di nascosto.
Però non importa. Tornerò a cercare l'unicorno, di nascosto.
giovedì 25 dicembre 2014
Buon Natale 2014!
Prendendo due piccioni con una fava, partecipo alla parola del mese di Romina Tamerici e vi auguro, con entusiasmo e una piccola poesia, un sereno Natale!
E buone feste in generale, che vi portino almeno un sorriso e una stretta di mano.
E buone feste in generale, che vi portino almeno un sorriso e una stretta di mano.
Mi affabulavano le carole e le risa
Desideravo anch'io poter raccontare
Con piccole magie incantare
Tra un baluginare dell'algida neve
E una pletora di sgargianti regali.
Ma ancora di più desideravo
In pace gioire e amare
Come quel qualcun di speciale
Di cui questa è la vera festa
E donando il mio cuore infine scoprii
Che stare assieme era il più
Importante messaggio,
L'unica autentica commissione
Che ci porta e ricorda
La bontà e felicità del vero Natale.
sabato 27 settembre 2014
Poesia visiva: componimento arzigogolato
Questo post partecipa all’iniziativa Una parola al mese. La parola di settembre 2014 è arzigogolato (al link maggiori informazioni).
Immancabile, ecco il post del mese. Anche questa volta consisterà in una poesia, ma assai diversa dal solito: una poesia visiva!
Non saprei quanti di voi le conoscano. Io la scoprii ancora anni fa, grazie a mio cugino Armando Bertollo (al link biografia e altre informazioni).
Ho sempre pensato che fosse una composizione futuristica, intricata, elaborata, ricercata... insomma, arzigogolata e molto bella! Perché, a differenza di una poesia "comune", essa è metricamente libera, ma "vincolata" alla disposizione grafica sul foglio. Disposizione che dovrebbe rendere un'ulteriore idea di ciò che viene scritto, evidenziare le parole chiave e via dicendo.
[Commento banale: se non vi fosse chiaro cosa intendo, pensate ai libri di Geronimo Stilton... ma elevateli]
Giusto per concludere, vi caricherò una mia prova in formato immagine (non potrei mai tracciarla direttamente sul blog e non sono in grado con la grafica)... Augurandomi di aver centrato il segno e di non far accapponare la pelle a chi se ne intende di più.
venerdì 29 agosto 2014
Pedisseque
Questo post partecipa all’iniziativa Una parola al mese. La parola di agosto 2014 è pedissequo (al link maggiori informazioni).
Sono pedisseque
le lettere e le parole
secondo la volontà
di colui che le scrive;
sono pedisseque
le stagioni e la natura
secondo l'ordine
scandito ai primordi;
eppure anch'esse,
lettere e stagioni,
talvolta prendono altre vie
e diverse decisioni,
sovversive e caotiche
ricordando che nulla mai
è saldo e deciso già.
mercoledì 30 luglio 2014
Trasecolare e sinonimi
Questo post partecipa all’iniziativa Una parola al mese. La parola di luglio 2014 è trasecolare (al link maggiori informazioni).
Ebbene, anche questo mese la parola del mese è qui. Questa volta mi rifarò ancora di più al blog di Romina, sfruttando i sinonimi che lei propone e dei racconti in 200 caratteri a catena. Vediamo di fare un lavoro carino!
Meraviglia
I miei occhi furono colmi di meraviglia: quel fiore viola era il primo segno di vita che vedevo lungo quel deserto. Lo sentii come un chiaro simbolo dal cielo.
Stupore
Lo stupore aumentò in breve: un altro bocciolo si schiudeva ad un'incredibile velocità, appena dietro il primo fiore. Questa volta i petali brillavano di rosso vivo e sgomento s'impadronì di me.
Sbalorditivo!
Ero sbalordito. Ciò che era un deserto fino a pochi istanti prima, si rivelava ora un mare di infiorescenze dai mille colori. Così brillanti, così abbaglianti, che mi stordivano e accevano.
Trasecolare
I miei occhi furono colmi di meraviglia: quel fiore viola era il primo segno di vita che vedevo lungo quel deserto. Lo sentii come un chiaro simbolo dal cielo.
Stupore
Lo stupore aumentò in breve: un altro bocciolo si schiudeva ad un'incredibile velocità, appena dietro il primo fiore. Questa volta i petali brillavano di rosso vivo e sgomento s'impadronì di me.
Sbalorditivo!
Ero sbalordito. Ciò che era un deserto fino a pochi istanti prima, si rivelava ora un mare di infiorescenze dai mille colori. Così brillanti, così abbaglianti, che mi stordivano e accevano.
Trasecolare
Fu solo quando caddi dal letto che trasecolai. Quel vecchio sogno era tornato da me, dopo circa trent'anni di pace. Ma questa volta sapevo il suo significato: prudenza e mai disperazione.
martedì 17 giugno 2014
Il libro nero dei colori - Cottin Menena & Faria Rosana
Definirla "recensione" è una parola grossa, ma voglio comunque parlarvene. Anche perché ho procrastinato troppo e questo post ormai ha la muffa!
Tale libro lo trovai per puro caso in libreria (sembra una battuta, ok, ma poteva essere un mercatino, in biblioteca, su internet... E poi non lo vidi mai da nessun'altra parte!), in bella mostra sul tavolo della sezione "bambini".
Il titolo, e un po' la forma, mi spinsero a prenderlo in mano e a sfogliarlo incuriosita... questo fu ciò che trovai:

N.B.: il disegno della fragola è in rilievo e in alto sulla pagina la frase è scritta in braille.
In quel momento dovetti lottare per non mettermi a piangere commossa! Ah!
Troppo spesso non pensiamo agli "altri", ai diversamente abili, a coloro che hanno qualche sorta di limitazione. Al contempo credo che tutti noi, almeno una volta, ci siamo messi a pensare ai ciechi o ai sordi (ma i colori? Ma la musica?).
Questo libro l'ho trovato semplice e toccante, con una decina di colori descritti. Un modo per lasciare anche ai bambini ciechi di "assaggiare" il senso che non hanno, di vedere per intero il mondo come ne abbiano la fortuna noi.
E' poi sempre anche un modo per tenere vicini genitori e figli, nel momento della lettura e della "scoperta" (passando assieme i polpastrelli su scritte e disegni).
Non so, in qualche modo mi ha dato speranza. E trovo che questo piccolo volume sia qualcosa di veramente unico, che pure una persona vedente dovrebbe conoscere e poter apprezzare.
lunedì 9 giugno 2014
Post per Procrastinare: Coniughiamo raccontando
Questo post partecipa all’iniziativa Una parola al mese. La parola di giugno 2014 è procrastinare (al link maggiori informazioni).
Anche questo mese ce la faccio e partecipo all'iniziativa!
Quindi spero apprezziate il breve racconto che mi accingo a proporvi qui di seguito... Ci saranno però un po' di ripetizioni, ah!
Voi evitate di procrastinare! ;)
Lo so, io procrastino troppo spesso. Ho procrastinato alquanto anche prima di sedermi qui, davanti allo schermo. Ok, diciamo che ho avuto una buona causa per farlo, oggi... Lo studio viene prima. Però di certo non era bello il motivo per cui procrastinavo ieri: ero completamente assorbita dalle applicazioni per Android e ho perso così l'intera giornata. Un macello!
Ma non importa. Avevo procrastinato semplicemente la visione di un film, poca cosa. Nonostante fosse il mio dvd preferito.
Se dovessi essere del tutto sincera, dovrei ammettere che procrastinai in situazioni peggiori. Non ci tengo però a svergognarmi in questo modo, visto soprattutto che non vi interesserà di certo. Potrei comunque raccontarvi di quella volta che ebbi procrastinato la chiamata all'hotel per le vacanze... No, va be', troppo lungo. Fu terrificante, per poco non dovetti rinunciare a tutte le ferie.
La conclusione è solo una. Non procrastinerò mai più.
Ok, questa è un'utopia... Diciamo che cercherò di procrastinare meno. E se avrò procrastinato... dovrò dare via un euro, ogni volta. Potrebbe funzionare, sono al verde e non ci tengo a spendere inutilmente.
Anche se ho la sensazione che quando dovrò prendere il portafoglio, starò procrastinando...
Be', deciderò domani cosa fare!
sabato 24 maggio 2014
Bigio
Questo post partecipa all’iniziativa Una parola al mese. La parola di maggio 2014 è bigio (al link maggiori informazioni).
Essendo complicato trovare sempre qualcosa di nuovo da fare, ma non piacendomi riutilizzare troppe volte le stesse cose, ecco che per bigio (dopotutto l'ho pure scelta io, questa parola!) mi do alla pazza gioia. Poesia, racconto di 200 caratteri e "acronimo", nello stesso post.
Ma l'acronimo... va be', un bambino delle elementari l'avrebbe fatto meglio. :D
La Tempesta
Bigio il colore
che la tempesta prelude
nel vasto e pur quieto cielo;
poiché non il cielo s'anima
ma le terrestri creature,
oppresse dall'aria imponente
e da tenebrose nubi.
Il bigio maltempo si riversa
dentro gli occhi e fino al cuore,
scatena in noi la bufera
risvegliando sinistri pensieri celati;
e poi esplode, fuori e dentro,
scuotendoci fin nelle ossa,
passando in un istante
seguito dal massimo splendore.
Sfogarsi
"Sei bigio"
"Sono triste"
Il Sole annuì. "Condivido il tuo dolore, non reprimerti".
Quindi il Cielo lo abbracciò tra le nuvole e assieme piansero per l'intero giorno.
Ben
Indica
Grigio
In
Ornamenti
mercoledì 30 aprile 2014
Impaludarsi: "drabble"
Questo post partecipa all’iniziativa Una parola al mese. La parola di aprile 2014 è impaludare (al link maggiori informazioni).
Sfrutto un'altra volta efp e tento una drabble. Racconto tra le 90 e le 110 parole! In questo caso, 110 parole precise, anche se non so quanto si possa considerare racconto...
"Sei impaludato" avrebbe
detto mio nonno.
Per lui i sentimenti erano sempre
state cose difficili. In particolare, essere innamorato voleva dire impaludare
il cuore in qualcosa che non avrebbe portato nulla di buono. Non riuscivo a
crederci che lui, sposato tanti anni con la donna meravigliosa che fu mia
nonna, pensasse comunque una cosa del genere. Cinque figli non potevano non
essere frutto d'amore!
Eppure innanzi a quella ragazza
capii cosa intendeva: c'ero dentro fino al collo, il batticuore mi soffocava.
Era quello il vero amore, che non ti fa ragionare, che sai non potrà essere
uguagliato, che se non funziona senti non amerai mai più così.
Sì, ero
impaludato.
mercoledì 16 aprile 2014
Baluginare
Una poesia che renda una (accettabile) definizione di "baluginare"... con le prime parole di ogni frase!
Sarebbe stata la parola al mese del mese scorso... Ma meglio tardi che mai!
Questo post partecipa all’iniziativa Una parola al mese. La parola di marzo 2014 è baluginare (al link maggiori informazioni).
Luce che avvolge
la nostra vita
quale guida e che
appare nel buio
e denso freddo,
scompare da noi la paura,
improvvisa si apre una nuova via.
Sarebbe stata la parola al mese del mese scorso... Ma meglio tardi che mai!
Questo post partecipa all’iniziativa Una parola al mese. La parola di marzo 2014 è baluginare (al link maggiori informazioni).
Luce che avvolge
la nostra vita
quale guida e che
appare nel buio
e denso freddo,
scompare da noi la paura,
improvvisa si apre una nuova via.
giovedì 27 febbraio 2014
Aleatorio
Questo post partecipa all’iniziativa Una parola al mese. La parola di febbraio 2014 è aleatorio (al link maggiori informazioni).
In questo post sfrutterò la parola "aleatorio" per un racconto di 200 caratteri!
Scrivere un messaggio era aleatorio, mi sarei sicuramente tradita da sola. Avrebbe capito tutto, ogni bugia. M'avrebbe odiato per le mie intenzioni, nonostante mi amasse. Come pure io l'amavo: per quello mi stavo sacrificando per lui.
venerdì 31 gennaio 2014
Favella
Questo post partecipa all’iniziativa Una parola al mese. La parola di gennaio 2014 è favella (al link maggiori informazioni).
Anche questo mese, il post per la parola! :)
Ho deciso di giocarci con più libertà. Sia la parola favella, sia il verbo favellare... in ogni definizione che ho trovato sul dizionario online treccani! ;) Tutte mescolate in un unico brevissimo "brano". Anche se questo comporterà, a rigor di logica, un po' di ripetizioni...ma spero lo possiate sopportare. :)
Sotto vi lascerò tali definizioni in copia-incolla, così potrete giudicare voi stessi se il lavoro mi è venuto abbastanza bene.
Il bimbo, in quel momento, disse la sua prima favella. Favellò a lungo, in una favella prima raramente da me udita: il gaelico! L'oracolo l'aveva detto, che egli sarebbe stato magico.
Quella favella era incomprensibile alle orecchie, ma chiara al cuore. Un messaggio autentico di conoscenza arcana e speranza.
favèlla s. f. [der. di favellare].
1.
a. La parola, intesa come facoltà di parlare: il dono, l’uso della f.; perdere, riacquistare la f.; ma perdere la f., anche, per iperbole, rimanere senza parole, senza saper che dire.
b. L’atto di parlare, discorso, e anche il modo di parlare: la tua chiara favella, Che mi fa sovvenir del mondo antico (Dante); con mesta e flebil voce uscìo Espedita e chiarissima f. (Ariosto); in questo sign., anche plur.: Diverse lingue, orribili f. (Dante).
2. letter. Lingua, idioma: l’italica f.; la giovane, udendo la f. latina (Boccaccio). Per estens.: Fu imperatrice di molte f. (Dante), di molti popoli.
favellare v. intr. [lat. *fabellare, propr. dim. di fabulare o fabulari «parlare» (der. di fari «parlare»); cfr. fabella dim. di fabŭla «favola»] (io favèllo, ecc.; aus. avere), letter. – Parlare: Disperato dolor che ’l cor mi preme Già pur pensando, pria ch’io ne favelli (Dante); salutare e f. e rispondere per dolce modo (Della Casa); quella finestra, Ond’eri usata favellarmi (Leopardi); prov., chi favella erra. Raro e poet. con uso trans.: Donde ei venga, infelici, il sapete, E sperate che gioia favelli? (Manzoni).
venerdì 20 dicembre 2013
Vellicare
Questo post partecipa all’iniziativa Una parola al mese. La parola di dicembre 2013 è vellicare (al link maggiori informazioni).
Vellica la fantasia
quel che in cuor mi giace,
vellica l'immaginata avventura
la sopita anima che porto,
vellica la parola
i pensier che nascondo.
Questo mi riporta alla vita,
questo vellicare mi mantiene,
questo mi ricorda chi sono.
Ma talvolta un solleticare
non è sufficiente,
talvolta neppure una spinta
ti rimette in gioco.
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