venerdì 31 gennaio 2014

Favella






Questo post partecipa all’iniziativa Una parola al mese. La parola di gennaio 2014 è favella (al link maggiori informazioni).


Anche questo mese, il post per la parola! :)
Ho deciso di giocarci con più libertà. Sia la parola favella, sia il verbo favellare... in ogni definizione che ho trovato sul dizionario online treccani! ;) Tutte mescolate in un unico brevissimo "brano". Anche se questo comporterà, a rigor di logica, un po' di ripetizioni...ma spero lo possiate sopportare. :)
Sotto vi lascerò tali definizioni in copia-incolla, così potrete giudicare voi stessi se il lavoro mi è venuto abbastanza bene.

Il bimbo, in quel momento, disse la sua prima favella. Favellò a lungo, in una favella prima raramente da me udita: il gaelico! L'oracolo l'aveva detto, che egli sarebbe stato magico.
Quella favella era incomprensibile alle orecchie, ma chiara al cuore. Un messaggio autentico di conoscenza arcana e speranza.


favèlla s. f. [der. di favellare].
1.
a. La parola, intesa come facoltà di parlare: il dono, l’uso della f.; perdere, riacquistare la f.; ma perdere la f., anche, per iperbole, rimanere senza parole, senza saper che dire.
b. L’atto di parlare, discorso, e anche il modo di parlare: la tua chiara favella, Che mi fa sovvenir del mondo antico (Dante); con mesta e flebil voce uscìo Espedita e chiarissima f. (Ariosto); in questo sign., anche plur.: Diverse lingue, orribili f. (Dante).
2. letter. Lingua, idioma: l’italica f.; la giovane, udendo la f. latina (Boccaccio). Per estens.: Fu imperatrice di molte f. (Dante), di molti popoli.

favellare v. intr. [lat. *fabellare, propr. dim. di fabulare o fabulari «parlare» (der. di fari «parlare»); cfr. fabella dim. di fabŭla «favola»] (io favèllo, ecc.; aus. avere), letter. – Parlare: Disperato dolor che ’l cor mi preme Già pur pensando, pria ch’io ne favelli (Dante); salutare e f. e rispondere per dolce modo (Della Casa); quella finestra, Ond’eri usata favellarmi (Leopardi); prov., chi favella erra. Raro e poet. con uso trans.: Donde ei venga, infelici, il sapete, E sperate che gioia favelli? (Manzoni).

sabato 18 gennaio 2014

Il mondo di EFP

Non so quanti di voi conoscano il mondo di EFP... ma da ieri ne faccio parte anch'io!



Ovviamente, per conoscerlo nel dettaglio vi rimando direttamente al sito di EFP. Ma qualche parolina la vorrei spendere pure io.


Dunque, devo ammettere che, nonostante il sito abbia ben 13 anni, l'ho scoperto solo il mese scorso. Per brutti motivi, tra parentesi... cioè alcune fanfiction degenerate e scritte con i piedi.
Ho cominciato però a interessarmi: l'idea di poter scrivere una fanfiction ha sempre esercitato, su di me, un certo fascino. Paradossalmente non ho mai osato farlo: non essendo personaggi miei, non è che non posso poi mostrare al mondo ciò che ho scritto?
Ebbene, EFP ha risolto ogni dubbio: è fatto apposta!

Altro punto che mi ha spinto a iscrivermi è la possibilità di poter pubblicare anche proprie storie originali. In più, la presenza di molti utenti, la maggiore visibilità e il dettagliato (e severo) regolamento offrono l'occasione di sperimentare (mi viene da pensare alle drabble o flashfic) e poter ricevere un maggior numero di recensioni (si spera).
In ogni caso, ho deciso di provare.

Adesso che ho cominciato a frequentarlo, posso dichiarare che ci sono storie per tutti i gusti e si possono pubblicare anche solo poesie. Insomma, ideale pure per un semplice prendere spunti o delle letture a tempo perso.

La qualità è, invece, estremamente variabile: non vi è un "controllo dall'alto", ma solo riscontro dal pubblico. Però, come è alto il rischio di trovare "schifezzuole", credo che altrettanto probabile sia l'opportunità di trovare "piccoli capolavori".
E se devo essere sincera... spero mi ritrovere tra i "piccoli capolavori". Quantomeno il mio obiettivo è quello.

Logicamente non abbandonerò il blog, ma ciò che pubblico su EFP, a parte rare occasioni, non sarà pubblicato anche qui. Come ciò che pubblicherò qui, non sarà pubblicato dall'altra parte (sempre eccezione fatta per rare occasioni!).
Inoltre, stavo pensando se annunciare qui ogni volta che pubblico di là e ho risolto decidendo che aprirò un post (che aggiornerò man mano) con i titoli dei miei scritti e i link che vi porteranno ad essi.
Spero, comunque, che mi vorrete seguire da ambo le parti. :) Sul sito mi potrete trovare con il nickname di Marytod.
In ogni caso, su G+ e sul mio profilo Facebook troverete sempre il link fresco (e condiviso in mondovisione) di pubblicazione EFP. ;)

E ora, la parola a voi. Lo conoscevate? Pregi e difetti, secondo il vostro parere? Ne entrereste a far parte, se già non ne siete dentro? 


Le mie "perle" di EFP

giovedì 9 gennaio 2014

Un anno di blog

Per festeggiare il mio primo anno di blog, avrei voluto fare qualcosa di particolare... Ma credo che, alla fine, farò un semplice resoconto. :)


CONSIDERAZIONI
Ovviamente li guardo i numeri delle statistiche, ma non so quanto fidarmi. Per cui evito di tirarli in ballo. ;)
Di certo sono cifre che mi fanno piacere, nonostante siano modeste. D'altro canto, però, il mio tatino è ancora piccolino e dopo lo sprint iniziale ha avuto un brusco fermo da parte mia. Eppure i visitatori ci sono stati lo stesso. :)
I commentatori sono pochini, quello è vero, ma fa lo stesso piacere, soprattutto perché sono i "miei fidati". Posso ben capire l'assenza di post veramente interessanti da attirare persone in modo assiduo... senza contare che non mi so fare pubblicità. ;)
In ogni caso, è molto molto di più di quello che pensassi. Ero partita senza nessuna vera idea di risultati da ottenere in questo anno, anzi, proprio senza idea. Volevo provare e, per quel che mi riguarda, direi che sta andando bene. Di certo meglio di quello che avrei pensato.

PRO E CONTRO
Ho cercato di variare molto e ho aperto un buon numero di sessioni e pagine. Purtroppo mi rendo conto che sono quasi tutte abbandonate a loro stesse.
Un mio grande difetto, molte idee e poca organizzazione. Ci ho provato (e ci provo) a darmi dei tempi e delle scalette, a prepararmi i post in anticipo... Ma proprio non fa per me!
Insomma, se in qualche modo riesco a interessarvi, abbiate pazienza. Ogni mese metterò sempre e comunque qualcosa (volevo tanto fare circa 5 post al mese, ma nemmeno quello mi è riuscito), per cui accogliete quello che arriverà come se fosse sempre una piccola sorpresa. :D
So invece che l'incostanza è più un deterrente che altro... Però spero che vogliate comunque passare di tanto in tanto. Vedetela così: se un mese non passate, probabilmente non sarete troppo indietro con la lettura! ;)

NUOVE PROPOSTE
Potrei chiudere quelle sessioni che fino ad ora non ho pressoché utilizzato. E mettere più ordine tra i post. Sono lenta (credo l'abbiate capito) per cui, in verità, è passato un anno ma per me è come se fossero solo un paio di mesi: non sono ancora del tutto ambientata!
Invece sono molto combattuta se fare più post sulle mie passioni personali (ma non diventerebbe un diario?) oppure in qualche modo utili, come sulla grammatica, la poesia e altri post che ho in programma, per esempio uno sulle indicazioni bibliografiche (ma non passarei per la saccentina?). Oppure continuo così, con un miglior bilanciamento tra i due?
Di certo sono aperta a suggerimenti... Ma conoscendomi, sono convinta che molto poco cambierà dalla struttura attuale. Forse aumenterà un po' l'ordine, quello sì. ;)
Per quanto riguarda invece la grafica, credo sia l'unica cosa che sia arrivata sul serio al suo ultimo stadio. E' quella che più mi piace tra le varie che ho visto e che, al contempo, più mi rappresenta.

CONCLUSIONI 
Non sono arrivata a chissà che conclusione, lo ammetto, ahah!
Di certo è per me un grande traguardo. L'unica conclusione è che so che questo blog è molto più una soddisfazione personale che altro. E' anche il mio piccolo trampolino, una valvola di sfogo e un modo per coltivare tutte le mie passioni, per dare loro più valore.
Probabilmente a voi lettori non interesserà niente, ma spero di potervi strappare, di tanto in tanto, un sorriso e un cenno d'approvazione. :)
Forse be', dovrei tornare indietro e dirmi (proprio dirmi) perché ho aperto questo blog: ma in verità non lo so. Volevo provare, mettermi in gioco in questo senso, ma ero scoraggiata. Invece, seguendo l'ispirazione di un pomeriggio, sono riuscita infine a fare qualcosa.
E ora, perché lo tengo aperto? Perché mi diverte. Mi ha dato speranza. Mi ha fatto conoscere belle persone. Mi dà delle motivazioni in più per "mettermi in regola". E chissà... magari in futuro sarà un blog cliccato dai miei fan, che potranno meglio conoscermi. ;)

Se qualcuno di voi vuole lasciarmi commenti e critiche e consigli e chi più ne ha più ne metta (sono brutte e scorrette tante "e" di fila, però mi andava di scriverla così), lo accolgo a braccia aperte!
Fossero anche solo pareri su come scrivo i post e sugli argomenti che tento di trattare. :)
O ipotesi pubblicitarie!

venerdì 3 gennaio 2014

Madame Morte



Volto di donna,
corpo di uomo,
ma non organi
che ti diano figli.

Vesti di bianco,
sulla tua pelle scura,
occhi di pianto
e priva di voce.

Gambe robuste,
però scheletriche mani
che ricercan calore
per il tuo corpo gelido.

Annunciata o inattesa,
voluta o temuta,
non fai differenze,
comprendi ogni lingua.

Conosci l'intero mondo,
ti libri nel vuoto
e per non sentirti sola
ci porti via con te.

Non sappiamo se ami,
spezzi i nostri cuori;
sussurri che un giorno
tutti c'accoglierai.

venerdì 20 dicembre 2013

Vellicare




Questo post partecipa all’iniziativa Una parola al mese. La parola di dicembre 2013 è vellicare (al link maggiori informazioni).






Vellica la fantasia
quel che in cuor mi giace,
vellica l'immaginata avventura
la sopita anima che porto,
vellica la parola
i pensier che nascondo.

Questo mi riporta alla vita,
questo vellicare mi mantiene,
questo mi ricorda chi sono.

Ma talvolta un solleticare
non è sufficiente,
talvolta neppure una spinta
ti rimette in gioco.

mercoledì 11 dicembre 2013

Guest post: Psicologia e Letteratura - Marco Lazzara

Signori e signore, perdonate il mio assenteismo degli ultimi mesi. In ogni caso, oggi sono qui per mettervi questo post che Marco Lazzara (al link la sua pagina G+) mi ha gentilmente concesso! Ecco a voi una sua biografia...e poi, buona lettura! 

Marco Lazzara è nato a Moncalieri, in provincia di Torino, il 24 giugno 1984,
giorno di San Giovanni Battista, ma anche Notte delle Streghe.
Dopo essersi laureato in Chimica, ha intrapreso la carriera di insegnante,
cercando di inculcare nei ragazzi a cui insegna la conoscenza di atomi, molecole e reazioni.
Contemporaneamente si è messo a scrivere racconti di genere fantascientifico, horror e noir.
Ha pubblicato su diverse antologie ed è appena uscito il suo primo libro di racconti,
"Incubi e Meraviglie", edito presso GDS Edizioni.
Psicologia e Letteratura

Fin dalle origini la letteratura è stata pervasa dalla psicologia. Si potrebbe persino sostenere che in realtà sia il camuffamento di una sottile analisi sociologica, o addirittura di una sorta di psicoterapia, basti pensare alla funzione catartica della tragedia greca: gli spettatori assistevano alla rappresentazione e si immedesimavano nei personaggi al punto di ricevere un senso di purificazione e di sollievo mentale. Un punto cruciale lo si è avuto verso la fine del XIX secolo, quando assieme alla nascita della psicologia e delle teorie di Sigmund Freud, nacque il romanzo psicologico, attraverso cui diversi autori hanno compiuto una seria riflessione autoanalitica.

Pirandello e le Centomila Maschere

La produzione letteraria e teatrale di Luigi Pirandello è pervasa da una serie di interrogativi. Chi siamo noi? Chi siamo davvero noi? Cosa mostriamo di noi al mondo? È proprio la verità ciò che mostriamo di noi al mondo? Oppure è solo una maschera? E perché indossiamo questa maschera? O forse ci viene imposto di indossarla? E perché? Questi sono gli spunti di partenza delle sue opere.
In Uno Nessuno Centomila il protagonista si rende conto che ogni persona ci vede in maniera differente rispetto all’immagine che abbiamo di noi stessi, al punto di essere centomila perone diverse a seconda di chi ci guarda, e questo finisce col fargli persino perdere la sua stessa identità. 
Ne Il Treno Ha Fischiato il protagonista è sovrastato dal mondo, dalla famiglia, dal lavoro, dalla società. Un giorno gli sembra di udire il fischio di un treno, ma che in effetti non è reale, perché le eccessive pressioni a cui è sottoposto l‘hanno fatto impazzire. In realtà quello è il treno della fantasia, a cui egli si aggrappa disperatamente per poter fuggire dall’oppressione della società.
Ne La Carriola uno stimato avvocato ha un conturbante segreto: una volta solo nel proprio studio, afferra la cagnetta per le zampe posteriori e la fa camminare a mo’ di carriola. Eppure questo gesto così stupido e infantile, ma così drammaticamente folle, è l’unico momento nella sua vita nel quale può esprimere il vero se stesso, dopo essersi finalmente tolto la maschera che è costretto a portare per rapportarsi col mondo. Al termine di questa azione spiazzante, la lo cagnetta fissa con sguardo frastornato, a rappresentare lo sguardo smarrito della società nei confronti di chi non riesce a uniformarsi ai suoi dettami sociali.

Luci e Ombre

La Scapigliatura è una corrente letteraria tra il Romanticismo e il Decadentismo, periodo in cui nel pubblico emergeva una doppiezza: da una parte la rispettabilità dell’esteriorità, il culto della forma e del benpensante senso comune, ma dall’altra il gusto dell’infrazione, del peccato, del morboso.
Fosca, romanzo di Igino Ugo Tarchetti, racconta di un giovane fidanzato con una ragazza dolce e bella, ma che un giorno conosce Fosca, una donna brutta e per giunta malata, e ne resta affascinato, cominciando a provare per lei una torbida passione. Nel romanzo c’è un sottile lavorio psicologico nell’analisi dello stato morboso che misteriosamente si trasmette alla psiche del protagonista.
Ne Lo Strano Caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde di Robert Louis Stevenson è presente il dualismo bene/male, concretizzato nella contrapposizione tra Jekyll e Hyde, metafora delle doppiezze e ambiguità presenti in ognuno di noi. Ma attenzione: Stevenson crea un’opera più sottile di quanto si creda. Jekyll, infatti, non è puramente buono: come tutti gli esseri umani ha difetti e piccole malignità, e sono queste che diventeranno Hyde, che nella realtà è quella parte della nostra mente dove risiedono i nostri lati più oscuri.
Psicologia Criminale

“Non ci si può occupare del crimine senza tener conto della psicologia. Non è tanto il delitto in se stesso che interessa, quanto ciò che si nasconde dietro.” (Hercule Poirot, in Se Morisse Mio Marito di Agatha Christie)
Nel romanzo di James Ballard Un Gioco da Bambini un idilliaco villaggio inglese è teatro di una spaventosa tragedia: tutti gli adulti sono stati brutalmente assassinati, mentre i bambini e gli adolescenti sono scomparsi, probabilmente rapiti dagli assassini. L’inquietante soluzione del mistero è che gli autori del massacro sono gli stessi bambini, che hanno concepito un piano di una fredda e spaventosa lucidità per eliminare gli adulti. L’uomo incaricato di fare luce sulla vicenda si chiede quali possano essere state le motivazioni psicologiche che li abbiano spinti a un tale gesto; nella sua analisi si rende conto che volevano fuggire da quel mondo così perfetto che era stato costruito su misura per loro, e che giorno dopo giorno li soffocava e ne appiattiva la personalità.

La Psicologia di Massa nella Fantascienza

Rod Serling è il creatore della serie televisiva Ai Confini della Realtà. Attento osservatore della società americana degli anni Sessanta, Serling è autore sia di racconti di malinconica delicatezza, che di cinica ironia, ma con notevoli spunti di riflessione sociologica.
In Mostri a Maple Street gli abitanti di una cittadina assistono a una serie di misteriosi fenomeni: gli elettrodomestici, le macchine e tutto il resto smettono di funzionare. Un ragazzino lancia l’idea che sia l’inizio di un’invasione aliena e che tra loro ci siano spie provenienti da un altro mondo. Tutti ne ridono, ma con un po’ di nervosismo. A un certo punto la macchina di uno inizia a funzionare da sola e tutti cominciano a guardarlo con sospetto, mentre la tensione sale. Preso dal panico, uno degli abitanti spara a uno dei vicini. Poi le luci nella sua casa si riaccendono da sole. Tutti ora sospettano di lui, che per salvarsi accusa il bambino di prima, e poi sospettano di un altro, e di un altro ancora... ed è il caos. In realtà si tratta davvero di un’invasione di un altro pianeta: gli alieni sfruttano il panico per creare disordini e rendere più facile la conquista della Terra.
Serling è bravissimo nel ricostruire la psicologia di quel mostro che chiamiamo folla: le paure segrete che albergano dentro ognuno di noi e che non vengono alla luce se non nei momenti di panico, la “caccia al mostro” (o meglio al diverso), la nostra capacità di puntare il dito verso chiunque pur di poter salvare noi stessi. 
Il Rifugio racconta di una famiglia americana che nell’ironia del vicinato ha costruito un piccolo rifugio antiatomico. Quando la radio lancia l’allarme di un possibile attacco, l’intero quartiere va nel panico. La famiglia si nasconde nel rifugio, rimanendo sorda alle invocazioni di aiuto dei vicini. Gli altri pretendono di entrare e sfondano la porta per mettersi in salvo. Alla fine si è trattato di un falso allarme, ma è troppo tardi: cedendo alla paura, ognuno ha dato il peggio di sé. Serling è bravissimo nel costruire la psicologia di ogni personaggio, nel mostrare che pur di sopravvivere ognuno di noi è capace di calpestare gli altri. Il racconto risale al 1961, nella fase più calda della Guerra Fredda, all’epoca definita anche “guerra psicologica”.

Ringrazio voi per l’attenzione e Maria per avermi ospitato sul suo blog. 


Io invece ringrazio Marco per essere passato e il suo bellissimo post, che mi ha fatto scoprire nuovi punti di vista di due argomenti che mi piacciono veramente tanto!

lunedì 18 novembre 2013

100¤ post: una serica descrizione

Questo post lo trovo molto importante... è il mio 100° figliolo!
E in più...




Questo post partecipa all’iniziativa Una parola al mese. La parola di novembre 2013 è serico (al link maggiori informazioni).






Al link troverete tutto quello che è necessario sapere riguardo a serico, ma la trovo una parola veramente molto bella e raffinata. Come la seta stessa. Per cui, anche per tentare di variare un po' i miei post sulla parola al mese, cercherò di fare "una serica descrizione" e di inserire all'interno della descrizione stessa questa armoniosa parola!
Speriamo che ciò mi aiuti a rendere in parte degno di nota il mio 100° post. :)
Ah, l'ho già detto che è il 100° post? ^_^ 

Serico. Questo direi se mi chiedessero com'è lui. Serico e perfetto. In questo mondo non avrei mai pensato che esistesse qualcuno così: pura bellezza, ma non invadente. Vellutato. Quella pelle liscia già solo a guardarla, che vorresti sfiorare eppure già sai che sarebbe morbida; i capelli scuri che gli incorniciano il viso, i quali cadono leggeri come un velo; gli occhi chiari che catturano in loro la vita stessa, l'essenza della purezza.
Chi l'ha mai visto un uomo che potrebbe essere uscito da un libro? E non dico solo perché egli è incredibilmente bello, ma anche perché all'apparenza può sembrare una creatura fantasy. Un delicato elfo, un ammaliante vampiro, uno splendente angelo e qualsiasi altro di quegli esseri associati al bell'aspetto.
Ma quelle creature non esistono. Mentre lui sì. Lui è sempre esistito di fronte a me, innanzi ai miei occhi, ogni giorno a scuola, ogni sabato sera a quel bar, da anni... L'ho sempre spiato, l'ho sempre ammirato, l'ho sempre amato. Ho amato e amo il suo semplice esistere.
Come anche i suoi gesti più piccoli, i sorrisi che fa, il modo morbido con cui lo sento parlare a volte nel corridoio. Tutto in lui ricorda la seta. Preziosa, delicata, piacevole, pregevole. Pure fresca. Lui è indubbiamente serico, il suo semplice esserci è l'essenza massima di ogni cosa serica!
So di aver ripetuto molte volte il dato di fatto della sua esistenza. Solo è un tema che mi sta particolarmente a cuore... perché, invece, i suoi occhi non si sono mai posati su di me. Lui non sa che io ci sono. E mai lo saprà.